lunedì 7 gennaio 2013

Primo lunedì (lavorativo) dell'anno.

Tranquilla mattina di un tranquillo lunedì di rientro.
Dopo giorni in cui la sveglia non esisteva, stamattina ha beatamente e gagliardamente suonato alle 6.20.
Alle 6 e 20 a casa mia non era neanche l'alba.
Solo un pallido rossore all'orizzonte mi ricordava che non stavo andando a fare gli scritti per l'abilitazione ma dovevo, semplicemente, andare in udienza.
L'udienza era segnata per le 9.
Ora, qualsiasi persona di buon senso mi verrebbe a dire che, passerottino, se hai l'udienza alle 9, che bisogno c'è di alzarti alle 6.20?
Mi spiego.
Per arrivare in Tribunale da casa mia devo ho due alternative ( a parte la terza, il teletrasporto):
1)attraversare la circonvallazione (che è una delle principali vie d'accesso alla città dai luoghi limitrofi. Bloccata del tutto dalle 7.20 in poi);
2)inerpicarmi per la città (la strada che dovrei percorrere pullula di scuole di ogni stato e grado);
Ne consegue che, in virtù delle spiegazioni tra parentesi, pare ovvio che l'unica è alzarmi all'alba.
E vabbè, per il sacro fuoco del diritto (?!) facciamo anche questo.
...
Dicevamo, sveglia all'alba, ingurgito la mia bella (??) colazione da intollerante e, nella mia miglior interpretazione di Tazz, il diavolo della Tasmania, in ordine: esco dal pigiama-entro dentro la doccia- entro dentro i vestiti.


Esco di casa che sono le 7.10 portandomi dietro, oltre ai fascicoli e il codice civile, la mia pochette per i trucchi. Quella essenziale.
Alle 7.20 sono già nei pressi del Giudice di Pace e attendo in doppia fila come ad un concerto. La motivazione mi par chiara: i residenti non si sono ancora svegliati, dunque le loro auto sono ancora al loro posto. Dalla sera prima.
Finalmente riesco a parcheggiare - già voglio morire e sono sveglia da poco più di un'ora - e comincia la mia sessione di makeup.
A questo punto, orde di automobilisti in fila (uhauahauahauaha voi siete in fila e io no!!) mi guardano con un'espressione mista tra il compatimento e il disprezzo.
Ma del resto sono bionda e con una sbattuta di ciglia dal mascara fresco posso giustificare tutto.
Sono le 8.20 e comincio ad avviarmi presso gli uffici giudiziari.
Arrivo e già le cose non vanno bene.
La fotocopiatrice non funziona.
L'attivissimo e solerte impiegato mi viene in aiuto indicandomi dalla sua posizione - sia mai che venendomi incontro potessi contagiargli un briciolo di voglia di lavorare- con l'indice chissà quale spiritello immaginario che fa inceppare la carta.
Ma di carta inceppata non ce n'è.
Arriva poi, quasi mandato dal Cielo, il ragazzo-delle-fotocopie che è venuto a rifornire delle risme di carta la fotocopiatrice infingarda .
Non so neanche io come, riesco a fare le mie famigerate fotocopie.
Sistemo i documenti, il fascicolo di parte, le mie belle fotuzze da depositare in udienza e mi dirigo verso il muro ove sta la sistemazione dei giudici nelle aule, inquadrato come una partita a battaglia navale.
Incrocio nome del giudice,giorno della settimana e orario.
Ma il mio giudice all'ora indicatami per l'udienza non c'è.
Riguardiamo, avrò sicuramente visto male.
No.
Non c'è.
Allora il mio ditino cade sotto.
In "lunedì, ore 11, giudici"
...
La mia udienza non è alle 9.
Bensì alle 11.
Questo significa che potevo alzarmi ad un orario cristiano, fare tutto tranquillamente  ed evitare di truccarmi in macchina come una rifugiata politica (ma i rifugiati politici si truccano?).
E' lunedì ed è il lunedì di rientro dalle "ferie".
Bene, ce la posso fare.
Ma se penso al Dalailama è meglio.

3 commenti:

Zyrconia Bijoux ha detto...

Ti sei dimenticata di aggiungere che all' udienza delle undici ci siamo incontrate.
Questo aneddoto ha sicuramente migliorato la tua mattinata! :-)

La Cinzietta ha detto...

Il lunedì è lunedì per tutti... -___-

Narcysa ha detto...

@zyrconia: Bè, indubbiamente, soprattutto sapere che a breve anche tu sarai un praticante libero ;)

@cinzia: è lunedì anche dalle tue parti? -_- che tristezza