lunedì 20 febbraio 2012

Speciale festa della donna

Non ho mai fatto mistero del mio amore per la lettura e la nostra ultima collezione, la Collezione Prampolini , ne è una inequivocabile testimonianza. 
Un piccolo omaggio ai grandi della storia mescolato al nostro stile: ecopelle e pittura, eleganza e praticità, parole immortali e piccoli vezzi. 
E' questo che rappresenta la Collezione Prampolini. 
Pezzi unici, come sempre che esprimono la personalità di chi li indossa.
Più o meno in questo periodo festeggiamo il nostro "anniversario". Narcysa è online dal 25 febbraio del 2010 ed è grazie a voi che siamo ancora qui. 
Grazie a Francesca, Giovanna, Pier Francesca, Anna, Giusy, Matteo, Flavia e mille altri nomi. 
E allora abbiamo pensato che dovevamo fare qualcosa per ringraziarvi: lo scorso anno nacque la "Narcysa Special Edition" sorteggiata tra le clienti che hanno avuto voglia di mandarci una loro foto, stavolta abbiamo voluto fare di più: un giveaway per voi che ci seguite o che non ci conoscete ancora, per voi che seguite le adorabili ragazze di Reading at Tiffany's, per voi che amate i libri speciali delle librerie speciali come la Prampolini di Catania
Per tutto il resto vi lascio alle parole di Annie, lei sì che vi sa spiegare quello che abbiamo in mente :).

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«Dio ha collocato il genio della donna nel cuore, perché le opere di questo genio sono tutte opere d'amore»
Alphonse de Lamartine
L'8 marzo ricordiamo le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, e da Tiffany's vogliamo festeggiare come si deve! In collaborazione con Narcysa Retrò Chic e la Libreria Prampolini, ho l'onore di presentarvi uno speciale dedicato interamente alle nostre lettrici. In occasione di questo evento, vogliamo premiare tutte le donne capaci di apprezzare la bellezza di un momento passato tra le pagine di un libro e allo stesso tempo incapaci di soffocare il proprio lato femminile.

Narcysa Retrò Chic realizza accessori ispirati all'eleganza dei primi anni del Novecento. Ogni suo pezzo è unico, interamente realizzato a mano e assolutamente cruelty free! Narcysa ha impresso su ecopelle le frasi più belle dei nostri autori preferiti, frasi che si fanno ricordare. La Libreria Antiquaria Romeo Prampolini è uno dei luoghi "simbolo" della cultura catanese e rappresenta un centro culturale polivalente, con sala conferenze e presto anche un laboratorio di restauro del libro antico. La Collezione Prampolini nasce dunque dalla collaborazione tra Narcysa e l'omonima libreria che dal 1894 abbellisce il centro storico della città di Catania. E dall'amore per i libri e la mescolanza di stili e materiali nasce questa collezione di borse: ecopelle e colori acrilici, catene vintage e ciondoli in fimo, una collezione versatile con pezzi unici, rigorosamente fatti a mano e adatti per ogni gusto ed occasione...
Ammirate la Collezione Prampolini e visitate il sito della Libreria Prampolini per saperne di più!
In questo speciale, Narcysa metterà in palio uno dei suoi capolavori, con la partecipazione di Oscar Wilde...
«La bigamia è avere un marito di troppo, la monogamia anche»
Non è meravigliosa? Ma qual è il classico che ha fatto sognare generazioni di donne? Naturalmente il capolavoro letterario di Louisa May Alcott! Se curiosaste nella camera di qualsiasi ragazzina, sicuramente trovereste queste due opere entrate a far parte di diritto nella storia della letteratura rosa. Chi infatti non ha letto Piccole donne e il suo seguito Piccole donne crescono? Anche nella libreria delle sorelle Annie e Becky campeggiavano due volumi rossi che racchiudevano la storia della famiglia March, e che hanno caratterizzato la loro infanzia. Becky ricorda con un sorriso la pagina di Piccole donne crescono in cui viene narrata la morte di Beth, e che è rimasta segnata dalle sue lacrime. Annie, che allora portava i capelli raccolti in una lunga treccia, rimase colpita dall’eroico gesto di Jo che vendette la sua folta chioma per ricavare dei soldi destinati alle cure del padre malato. Tutti conosciamo la trama di questi due libri, ma ci piacerebbe comunque condividere una breve recensione di entrambi.
In Piccole donne incontriamo per la prima volta le quattro sorelle March e la loro eroica madre, le quali si trovano ad affrontare le difficoltà della vita senza il padre, che è stato chiamato a combattere per la guerra di Seccessione. Attraverso fatti di vita quotidiana veniamo a conoscenza delle personalità delle quattro sorelle, che subiscono un profondo cambiamento che le porta ad una crescita personale. Meg, la maggiore, lavora come governante presso una famiglia benestante e, nonostante sia molto affezionata ai suoi cari, soffre a causa della nuova condizione economica che la costringe a diverse rinunce materiali (abiti, feste…). Jo, la secondogenita, è una ragazza ribelle che si trova suo malgrado costretta a tenere compagnia alla noiosissima zia March, che ama moltissimo scrivere e spera di dare una svolta alla sua vita. Beth, la preferita di Jo, è una ragazza dal cuore grande ma che, a causa della sua timidezza, non ha molte interazioni con il prossimo. Con la sua dolcezza però riesce a toccare il cuore del signor Laurence, il quale le regala il pianoforte appartenuto alla nipotina. Amy, la più piccola delle sorelle, è una bambina un po’ frivola e viziata che si preoccupa molto delle apparenze e dell’aspetto fisico. In continuo conflitto con Jo, nel primo volume il suo personaggio rimane piuttosto statico. 
Piccole donne crescono comincia con il matrimonio tra Meg e il Sig. Brooke, che avviene tre anni dopo la fine del primo libro. Molte cose sono cambiate: prima di tutto la sorella maggiore abbandona il nido per formare una sua famiglia, Jo va a New York per dimenticare Laurie, il vicino di casa che era diventato loro amico inseparabile, Amy va con la zia March in Europa e Beth, a causa della sua cagionevole salute, lascia per sempre la sua famiglia. In questo romanzo i personaggi vengono definiti con maggiore chiarezza: Meg totalmente dedita alla sua famiglia diventa una madre amorevole; Jo, che è sempre stata refrattaria all’amore, incontra il Prof. Bhaer, Amy è divenuta ormai una donna capace di rifiutare un buon partito per seguire il suo cuore. Questi personaggi sono entrati a far parte della nostra vita quotidiana, nei nostri racconti e non sono mancate le immedesimazioni in una delle protagoniste. Questa è una bellissima occasione per chi ama questo libro, o per chi non avesse ancora avuto occasione di leggerlo, per vincere una delle copie messe in palio! La libreria Prampolini mette in palio due edizioni illustrate del 1946 "Piccole donne" e "Piccole donne crescono" che potrete ammirare qui sotto...
 
Tiffany's, invece, mette in palio tre copie di Piccole donne - Piccole donne crescono della Newton Compton Editori, in edizione tascabile.
 
Narcysa Retrò Chic ci delizia mettendo in palio la splendida borsa che compare all'inizio del post... ammiratela nel dettaglio!
 
Le condizioni per partecipare all'estrazione di questi meravigliosi regali sono:
  1. Essere follower del blog Reading at Tiffany's
  2. Essere follower del blog Narcysa Retrò Chic
  3. Cliccare Mi piace sulla pagina Facebook di Reading at Tiffany's
  4. Cliccare Mi piace sulla pagina Facebook di Narcysa Retrò Chic
  5. Cliccare Mi piace sulla pagina Facebook della Libreria Prampolini
  6. Lasciare un commento a questo post (e all'analogo post pubblicato su Reading at Tiffany's), condividendo con noi una frase tratta da uno dei due libri della Alcott, qualcosa che vorreste imprimere...
I premi in totale sono sei e le fortunate vincitrici verranno estratte durante una cena in occasione della festa della donna! Avrete tempo per partecipare fino all'8 marzo, ma annunceremo le vincitrici il giorno 12, racchiudendo in un post le frasi più belle di Piccole donne. Vi lasciamo con una frase che abbiamo amato e che dedichiamo a tutte voi... «È proprio quello di cui hai bisogno per portare a galla il lato tenero e femminile della tua natura, Jo. Ora sei come una castagna nel riccio: spinosa fuori, ma qualcuno che riuscisse ad arrivarci troverebbe dentro la polpa dolce e soffice come seta. Un giorno l'amore rivelerà il tuo cuore a te stessa, e allora la ruvida scorza cadrà».

venerdì 10 febbraio 2012

Del perchè e del per come i pelosi fanno parte della mia vita

E del perchè e del per come dovrebbero far parte anche della vostra.

A casa Narcysa staziona stabile da più di 10 anni Lira, la regina della casa.
Lira è stata salvata da un cassonetto in un giorno di novembre dalla nonna, insieme a tutti i suoi fratellini.
Lira mangia e dorme e vuole le coccole.
Lira se piango viene vicino a me.
Lira capisce quello che le dici perchè se le dici "Sto tornando" lei ti guarda e si ri-acciambella sulle sue copertine. Se ti vede sistemarti per il lavoro, e lei sa che deve andare a lavoro pure lei, si mette in fermento e non ti molla un attimo.
Lira ti chiede la colazione. E i biscotti. E le noci. E il latte.
Lira adora i gatti e ha paura anche della sua ombra.
Lira fatica a salire fino al terzo piano ormai.
Lira dorme vicino a suo fratello Mister Canarino/Clodoveo che non abbiamo mai capito se è maschio o femmina ma che se dormi nel divano letto in veranda, le mattine d'estate alle 6, ti butta l'acqua in faccia per svegliarti e se gli mancano i semini e tu non te ne sei accorto ti indica col becco la sua ciotolina quando gli passi accanto.
La verità, signori, è che gli animali capiscono molto più delle persone, c.d. senzienti.
E non lo dico per aprire il solito, sterile e puerile dibattito dell'annosa questione della differenza tra uomo e animale e del fatto che gli animali rimangono animali.
Assolutamente vero.
Solo che c'è una cosa che gli animali non hanno: la cattiveria.
Non hanno la cattiveria di abbandonare un padrone, di seviziarlo, di scaricarlo dalla macchina al freddo e al gelo o in autostrada sotto il sole cocente, di lasciarlo ad aspettare in un parcheggio di un centro commerciale.
Non hanno la cattiveria di andare in ferie e lasciarlo alla prima persona che capita (nella migliore delle ipotesi).
Gli animali ti guardano, ti annusano e decidono se gli piaci o meno.
Se gli piaci è fatta, starete insieme per tutta la vita, altrimenti te lo faranno capire.
Ho accarezzato migliaia di cani e gatti, e ne ho salvati quanti potevo di quelli che ho incontrato sul mio cammino. L'ultimo, Paride, mentre tornavo un giorno da un'udienza al Giudice di Pace. Era lì, immobile. Sarebbe morto dopo poche ore, ha detto la veretinaria. Eppure Paride adesso è vivo e vegeto.
Ecco, è questo il mio amore.
Ogni volta che ho incrociato lo sguardo di un peloso, il cuore mi si è sciolto come burro.
Non mi vergogno a dire di camminare col cibo per animali nel cofano della macchina. Se ne vedo qualcuno in difficoltà accosto, poso la mia offerta e vado via. Per alcuni potrò sembrare esagerata, altri mi guarderanno con malcelato disprezzo, altri ancora mi considereranno una pazza.
Ma io, mi domando cosa mi cosa perdere 5 minuti della mia vita per dare un pasto ad un peloso. Non mi costa nulla.
E allora lo faccio.
E se potete fatelo anche voi.
E soprattutto, una cosa che vi chiedo col cuore (lo so che non sono nessuno, non siamo parenti e che non vi interessa nulla di questo mio appello ma, per favore, leggetelo e rifletteteci): se pensate di prendere con voi un gatto o un cane, non li acquistate.
L'amore non si compra.
Salvate un peloso dai canili/gattili.
O dal primo cassonetto che incontrate.
I bastardini di pura razza meticcia sono esattamente come i cani con il pedigree: hanno 4 zampe e una coda.

venerdì 20 gennaio 2012

Come si sta in Sicilia.

In Sicilia si cammina a piedi perchè non c'è più benzina.
In Sicilia i supermercati sono vuoti perchè non arrivano le merci fresche.
In Sicilia non c'è traffico per le strade all'ora di punta.
In Sicilia le mamme hanno comprato scorte di farina perchè "non si sa mai, il pane ce lo facciamo in casa".
In Sicilia reggono ancora i mercati rionali ma da domani non si sa.
In Sicilia siamo abituati un pò a tutto e forse questa è l'ennesima cosa che affronteremo con il nostro tipico "e chi putemu fari".
In Sicilia oggi c'è sole, vento e magari da qualche parte pure piove.
In Sicilia c'è gente stanca.
E io non lo so, davvero, se questa protesta è manipolata, se è reale, se è davvero solo disperazione.
Senza voler cadere nella retorica da due soldi, la storia è storia e la conosciamo tutti.
Credo che questa protesta sia gestibile in un migliore modo.
Ma credo che se, stavolta, non si accordano per il solito tozzo di pane perchè "affinchè tutto cambi, tutto deve restare com'è", forse, posso ancora crederci.




domenica 15 gennaio 2012

Tana

Cominciare con il tortellino affogato nei funghi trifolati.
Proseguire con il rollè provoletta affumicata, prosciutto cotto, funghi trifolati con contorno di patate duchesse.
Fare una pausa con il caffè.
Un'altra con due mini porzioni di torta fedora e al caffè.
L'ultima con tè e brioscine.
Ovviamente lavorando, lavorando sodo.
Soprattutto stando lontana dalla pittura fresca.
Piove, la piggia batte sul tetto, Lira prima viene perchè vuol sedersi accanto a me (più verosimilmente perchè ha paura del rumore della pioggia) e poi torna nel suo lettuccio.
Io che ho freddo. Sempre freddo, maledettamente freddo.
Lavoro febbrilmente alla nuova collezione.
Nuove foto, nuovi visi, nuovi luoghi.
Ancora.
Ancora una volta.
Fa freddo.
Sì, fa freddo.

giovedì 12 gennaio 2012

Ho sonno. Ho freddo. Ho fame.

Ho sonno.
Oggi ho affrontato dopo quasi un mese, quei piccoli demoni del catechismo.
Tenere testa ad una banda di piccoli terroristi mi toglie energie, ma stavolta li ho intortati con le goleador. Che dico, avranno dalla loro la giontù, ma io li batto in vecchiaia.
Adesso mi vorrei spalmare sulla scrivania e dormire.
MA
Devo, nell'ordine:
- prendere il cavo di alimentazione del computer che tra poco mi abbandona.
- cominciare a realizzare gli ultimi pezzi della nuova collezione Prampolini ma per farlo mi devo spostare nel laboratorio. Qual è il problema? Nessuno, a parte che
Ho freddo.
E il fatto che io in studio abbia freddo, non è una novità, visto che ci potremmo stagionare i salami in queste stanze.
Vengo bardata come un eschimese e faccio  concorrenza agli orsi polari.
Almeno due paia di calze e pantaloni pesanti. Non ci dimentichiamo gli stivali.
Alle volte rimango con la giacca che fuori c'è più caldo.
Ma mi consolo pensando che d'estate (quando saremo in ferie -.- ) ci sarà veramente da stare bene.
Ho fame?
Non lo so. Son piuttosto provvista di viveri ma, il mio regno per una cioccolata. O meglio, la cioccolata ce l'ho, mi manca il latte che potrei comprare al supermercato, ma dovrei scendere e sono nella modalità pigrizia.
Che sia giunto il momento di provare come viene la cioccolata con l'acqua?
No, è contrario al mio credo religioso.

lunedì 9 gennaio 2012

Someone like you

Stasera proprio non và.
Continuo da tutto il pomeriggio ad ascoltare in maniera rutilante una canzone, senza sentirla nemmeno, assaporandone solo la sonorità, a farmi cullare dal rumore, perchè il silenzio a volte fa ancora più rumore, pensieri pesanti come pietre, vischiosi come melma.
Qualcuno, chissà chi tra loro, mi ha scippato il futuro.
O forse non è giusto che io ne abbia uno.
Forse non era previsto.
Però dovevano avvisarmi.
Dovevano impedirmi di sognare, vent'anni fa, quando ancora mi chiamavano Riccioli d'oro, che avrei avuto una casa, un lavoro, forse, chissà, addirittura una famiglia e dei figli.
Non dovevano insegnarmi che sarei potuta diventare qualsiasi cosa, anche un astronauta e che con i sacrifici si arriva alla propria meta.
No, non dovevano.
E non venitemi a dire che se hai costanza ci riesci, segui i tuoi sogni e cazzate del genere.
No, stasera non venitemelo a dire.
Perchè sono incazzata, delusa, avvilita, io come credo tanti e tanti altri "giovani" nella mia situazione.
Lo virgoletto "giovani" perchè dai sondaggi quelli come me non sono più considerati tali, i giovani senza virgolette si fermano a 25 anni.
Gli altri, quelli dopo i 25? Bè, gli altri bruciati.
Niente futuro.
Perchè si è tornati a quella triste costrizione sociale per cui se sei figlio del contadino DEVI fare il contadino. Perchè se provi a fare il dottore, studiando, facendo sacrifici, avendo ottimi risultati...ops, tesoro, la specializzazione è bloccata e entra solo chi lo deve fare.
"Ma quello è una testa di rapa!"
"E allora?"
E allora chi se ne frega di quella povera ragazza a cui sono stati somministrati anzichè 9 grammi o milligrammi - non so, non sono un medico - di chemioterapico, che già sono devastanti, 90, che chissà come ha sofferto poverina.
Magari è stato solo uno stupido errore umano, ma stasera non ci voglio pensare al buonismo.
Stasera sono amara come una tazza di cicuta, come il caffè nero, sono amara come un bacio mai dato, come un amore ritrovato e perso.
Come finirà la vicenda? Nella migliore delle ipotesi con un accordo economico risarcitorio.
E intanto quella donna c'ha lasciato la vita.
Lei una ce l'aveva. E gliel'hanno scippata.
No, stasera non va affatto.


domenica 1 gennaio 2012

1 gennaio 2012

L'ultimo post porta la data della vigilia del Natale dello scorso anno.
E' da ieri sera che rinvio la consuetudine sociale degli auguri di buon anno.
Però mi tocca e da brava mi siedo davanti al mio Vaio rosa cercando di porre in essere il mio parto mentale e renderlo meno cinico del previsto.
Ce la posso fare, coraggio!
...
...
...
...
...
Ok, non ce la posso fare.
E giuro che l'ho fatto, ho augurato anch'io uno splendido 2012.
Ma non ci credo.
Non credo nel concetto di "anno splendido".
Cioè, razionalmente, parliamone.
Un anno è fatto di 365 giorni e su 365 (che sono anche un numero piuttosto consistente), tho, andiamo per grandi numeri, facciamo che una metà di giorni sono decenti? Un mese eccezionale? E il resto? Tendenzialmente nella norma o, nel peggiore dei casi, da dimenticare.
Questo 2012 sarà di 366.
E già qua va male:un giorno in più di sbattimento e il consueto adagio "Anno bisesto, anno funesto".
Proprio bene bene non parte.
Poi.
Vogliamo parlare delle manovre e manovrine economiche con le quali torneremo, ne sono certa, alla solida economia del baratto? Meglio di no.
E la fine del mondo? Oh, i Maya sono stati chiari, ci resta l'ultimo anno e poi.
E poi che? Un altro big bang? Il big freez?
Ma ci siamo allontanati/avvicinati il giusto?
No, magari la fine del mondo è la Carfagna che diventa presidente degli Stati Uniti d'America.
La verità è che sarà un anno duro, socialmente, economicamente.
Il periodo storico in cui viviamo è gravido di cambiamenti e i periodi di cambiamenti, si sa, non sono poi tanto facili da vivere.
Noi che un tempo eravamo "i giovani" ora non lo siamo più ma siamo solo una generazione bruciata  e derubata del proprio futuro e delle proprie prospettive e che arranca e non può concedersi il lusso di emanciparsi perchè, come ci si emancipa se, nonostante tutti gli sforzi non si può fare a meno della paghetta di papà?
Quelli che ora sono "i giovani" probabilmente non sapranno neanche che cos'è la pensione.
I bambini, forse, considereranno un vezzo linguistico arcaico la parola "meritocrazia".
Voce in fondo alla sala: "Ma perchè, giusto il primo dell'anno devi scartavetrare con questi argomenti? Non ce la fai a dire solo Buon anno everybody?"
(Sì, la mia mente è popolata da strani personaggi, minchiate volanti e scimmie ululanti, questi dialoghi con me stessa sono all'ordine del giorno.)
In realtà potrei, ma siccome lo dicono tutti, e io mi dico sempre (ma cosa c'è da augurare che il presente, il passato e il futuro sono a tinte fosche?)
Dunque, realtà nera, niente auguri e giorni a venire poco rosei.
E allora che si fa, si aspetta Godot?
Giammai.
Ci si rimbocca le maniche, come ogni anno.
E vi auguro di avere la forza per farlo.
Vi auguro di avere la pazienza di sopportare il vostro odioso vicino di scrivania che ha il simpatico vizio di frugare tra le vostre cose.
Vi auguro di avere la tenacia per portare avanti i vostri progetti e quel pizzico di fortuna/Provvidenza/destino che è necessario per compiere qualsiasi impresa.
Vi auguro di riuscire a contare fino a 10 prima di insultare la persona che avete davanti. Se dopo 10 l'insulto permane e anzi, monta come il mare in tempesta, sfogatevi pure, evidentemente gli improperi sono meritati.
Vi auguro di non essere mai soli, perchè le difficoltà affrontate in due, tre, quattro (e magari davanti a qualcosa di alcolico), fanno meno paura.
Vi auguro di non essere creduli e di valutare bene cose/occasioni/persone/situazioni che vi si parano davanti.
Vi auguro di avere necessità, perchè la necessità è madre dell'inventiva e in questo secolo forse ci siamo dimenticati che cosa vuol dire "aguzzare l'ingegno".
Vi auguro di avere la televisione guasta così da farvi venire la curiosità di aprire quello strano aggeggio fatto di pagine che puntella la poltrona della zia Ermelinda. Ah, si chiama libro.
 Vi auguro di ridere, anche senza un motivo, di quel riso che vi fa uscire le lacrime, che vi fa far male la pancia.
Vi auguro di avere compassione. Ma non la compassione becera e gretta, non la pietà. Vi auguro la compassione latina, il cum-patos, il sentire insieme, il soffrire insieme.
Vi auguro di accarezzare un randagio e di innamorarvene e poi portarlo a casa con voi.
Vi auguro di avere coraggio, che di questi tempi è cosa rara. Coraggio per le vostre scelte, coraggio per la vostra vita.
Vi auguro di avere idee, tante idee, folli idee, meravigliose idee.
Ah, e vi auguro la salute. Che senza salute potete avere tutta la tenacia, pazienza, speranza, armonia, idee del mondo, ma poco ci potete fare. 
Il resto...il resto è tutto contorno.
Non vi auguro di realizzare i vostri sogni, di "fare della vostra vita un capolavoro", non vi auguro meraviglie.
Solo tanta di quella realtà da ubriacarvi, lasciarvi storditi e poi, finalmente, con gli occhi aperti.
E se a quel punto riuscite, mattoncino dopo mattoncino, a percorrere la vostra personalissima via di mattoni gialli e arrivare alla Città di Smeraldo prima della fine del mondo...Complimenti, avete vinto alla lotteria della vita!
Buon anno.
Valentina