venerdì 16 dicembre 2011

Tu dov'eri?

Rientro da una tre giorni di fuoco fatti di sveglie all'alba, lotte senza quartiere davanti a cancelli di ferro presidiati dalle forze dell'ordine, dieci ore di sequestro dentro un lurido palazzetto dello sport, commissari isterici, tavoli con chiodi sporgenti e dove circolano pocket coffee come dosi di cocacina.
No, non sto descrivendo una puntata di Survivor, soltanto gli esami di abilitazione alla professione forense.
Li ho affrontati con un animo bohemien in realtà, è più la stanchezza fisica che mi ha provato che la preoccupazione di non farcela.Ma non perchè penso di farcela e non mi tocca la questione. Semplicemente perchè passare questo tipo di esame è una sorta di terno a lotto e io, non amo giocare.
Ut venit, narratur.
E in men che non si dica è passato dicembre.
E con lui un altro anno.
Ricordo quando andavo a scuola. Il computo del  tempo era decisamente differente. Gli anni lunghi, le vacanze e la gita non arrivavano mai.
Poi cresci e ti accorgi che il tempo è un gran bastardo e fagocita giorni, ore, vite, esperienze, persone.
Qualcosa torna, qualcos'altro è perso per sempre.
E devi stare attento a non farti fregare.
Poi ti accorgi che ci sono cose che DEVI fare anche se non vuoi, non vuoi proprio, non ce la fai, perchè altrimenti non vivi. E cerchi e provi e provi a farcela e anche qui, ut venit narratur.
Perchè non vedi che male può esserci nell'amore.
Nello scegliere.
Eppure ci deve essere qualcosa di sbagliato da qualche parte.
...Però no, questo non è affatto spirito natalizio.
E io dovrei anche lavorare ma non ne ho affatto voglia.
Dovrei scrivere un biglietto di felicitazione ma, ut supra.
In realtà vorrei vegetare, e basta.
E vorrei che domani non arrivasse mai.




2 commenti:

Perline e bottoni ha detto...

Ma non si può fermare il tempo. E allora, con la consapevolezza che il tempo fugge, non ci resta che viverlo al meglio. Non trovi?! E ogni tanto che pigrizia e abulia siano!

Roberta ha detto...

ti capisco, non sai quanto.... :/