mercoledì 12 dicembre 2012

Ho visto cose che voi umani... #2

Dicevamo qui che gli esami di abilitazione alla professione forense sono una guerra.
Ma dopo che ci si è piazzati per ore davanti ai cancelli, che succede?
Succede, nella migliore delle ipotesi, che dopo due ore di attesa immobili in mezzo a una folla come se i Queen facessero un concerto con l'apparizione spirituale di Freddie Mercury, arrivano dei pietosi rappresentanti delle forze dell'ordine e aprono questi benedetti cancelli.
La scena è la stessa come se, ribadiamo, i Queen facessero un concerto con l'apparizione di Freddie.


Gente che comincia a correre come se non ci fosse un domani.
Correre, in genere, per una scalinata che, a seconda del tempo, può essere sdrucciolevole a causa della pioggia ( e in quel caso, il migliaio di praticanti, poichè ha aspettato almeno due ore l'apertura dei cancelli, sotto la pioggia battente, sarà inzuppato come una nidiata di pulcini per tutta la giornata rinchiuso all'interno del già tristemente noto, palazzetto umido e lercio. Senza, ovviamente, alcuna possibilità di asciugarsi) appesantito da bagagli e trolley degni di una traversata oceanica. All'interno dei suddetti bagagli si trovano alternativamente codici, codicilli, insalata di riso, penne, forniture per un anno di Pocket Coffee, gomme da cancellare, merendine, matite, thermos con thè e caffè e la cioccolata 'amamma che ti viene il calo di zuccheri.


Nella peggiore delle ipotesi succede che i suddetti rappresentati delle forze dell'ordine decidano, per arbitrari e illuminati, seppur in ritardo di almeno uno decennio, ordini di servizio, che il cancello presso cui stai facendo la tua fila, intessi conversazioni e guardi l'alba, non permette un'entrata sicura (ma dai?!) e pertanto la massa di abilitandi dovrà spostarsi presso un'altra entrata del palazzetto.
Che poi, a voler chiamare qualcuno che ci tuteli non ci resta che la protezione animali, visto che i rappresentati di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia non ci degnano di uno sguardo e alle nostre richieste di informazione rispondono girandosi dall'altra parte!
Rendiamoci conto della situazione: più di mille persone, in una strada in pieno centro città, che ormai, visto che sono le 9 del mattino è molto trafficata, vanno a transumare - sì, tipo le pecore - verso l'entrata sicura.
Beccandosi gli improperi degli automobilisti di passaggio.
Cornuti e mazziati.
Ve l'immaginate?
Meglio di no.
In ogni caso, si riesce ad entrare nel lurido, umido e triste palazzetto e da lì vieni catapultato in un mondo del tutto surreale.
Circolano Pocket Coffee come dosi di cocaina, tutte le certezze di una vita si sbriciolano miseramente, dubbi amletici ti assalgono improvvisamente, tipo se "soggetti" si scrive con una o con due g. 
La tua muscolatura decide arbitrariamente di migrare verso più felici lidi regalandoti crampi e tendiniti che neanche alle Olimpiadi.
Il freddo è talmente freddo che riesci a toglierti il giubotto fosforescente anni '90 (ma solo perchè altrimenti saresti impacciato nei movimenti per scrivere) ma ti copri, modello omino Michelin, con tutto quello che ti sei portato dietro, tipo sciarpa, cappello e guanti. Ho visto anche delle ragazze che si dividevano un plaid. Di quelli a quadri.


Poi chiedi un suggerimento ai commissari, cercando di capire perchè Tizio dovrebbe vendere la sua quota societaria a Caio e nel frattempo fare causa a Sempronio per una non meglio definita deliberazione societaria che ha ad oggetto il gatto mascotte porta fortuna della squadra di calcio GiocaVinci&Balla S.p.A. Nella migliore delle ipotesi non ti rispondono, nella peggiore, sono più confusi di te e ti danno risposte nebulose.
Ma il top è ricevere questo genere risposta: "Non ho studiato quella traccia, mi sono occupato dell'altra, parli con il mio collega" additandoti sbrigativamente l'uomo accanto che gli lancia un'occhiataccia feroce che dentro ha tutto il mondo e che minaccia vendetta, tremenda vendetta.
Riesci a mettere insieme un compito che è già buio fuori e il freddo si è fatto polare.
Trafila di buste, consegna e recupero di cellulare.
Esci tremante che non ti reggi in piedi.
Riesci a raggiungere la macchina quasi strisciando e accogli con gioia la visione del parcheggiatore abusivo che ti chiede se torni domani (?!).
Sì, a meno di una mortesubbitaneanotturna, torno domani.
E questo è solo il primo giorno.
Ho visto cose che voi umani...

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2 commenti:

Verya ha detto...

Oh mamma e pensare che dovrò farlo anche io!!! Mi hai già fatto venire l'ansia!!!

Narcysa ha detto...

Verya tranquilla ;)
Prendila con filosofia!