domenica 1 gennaio 2012

1 gennaio 2012

L'ultimo post porta la data della vigilia del Natale dello scorso anno.
E' da ieri sera che rinvio la consuetudine sociale degli auguri di buon anno.
Però mi tocca e da brava mi siedo davanti al mio Vaio rosa cercando di porre in essere il mio parto mentale e renderlo meno cinico del previsto.
Ce la posso fare, coraggio!
...
...
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...
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Ok, non ce la posso fare.
E giuro che l'ho fatto, ho augurato anch'io uno splendido 2012.
Ma non ci credo.
Non credo nel concetto di "anno splendido".
Cioè, razionalmente, parliamone.
Un anno è fatto di 365 giorni e su 365 (che sono anche un numero piuttosto consistente), tho, andiamo per grandi numeri, facciamo che una metà di giorni sono decenti? Un mese eccezionale? E il resto? Tendenzialmente nella norma o, nel peggiore dei casi, da dimenticare.
Questo 2012 sarà di 366.
E già qua va male:un giorno in più di sbattimento e il consueto adagio "Anno bisesto, anno funesto".
Proprio bene bene non parte.
Poi.
Vogliamo parlare delle manovre e manovrine economiche con le quali torneremo, ne sono certa, alla solida economia del baratto? Meglio di no.
E la fine del mondo? Oh, i Maya sono stati chiari, ci resta l'ultimo anno e poi.
E poi che? Un altro big bang? Il big freez?
Ma ci siamo allontanati/avvicinati il giusto?
No, magari la fine del mondo è la Carfagna che diventa presidente degli Stati Uniti d'America.
La verità è che sarà un anno duro, socialmente, economicamente.
Il periodo storico in cui viviamo è gravido di cambiamenti e i periodi di cambiamenti, si sa, non sono poi tanto facili da vivere.
Noi che un tempo eravamo "i giovani" ora non lo siamo più ma siamo solo una generazione bruciata  e derubata del proprio futuro e delle proprie prospettive e che arranca e non può concedersi il lusso di emanciparsi perchè, come ci si emancipa se, nonostante tutti gli sforzi non si può fare a meno della paghetta di papà?
Quelli che ora sono "i giovani" probabilmente non sapranno neanche che cos'è la pensione.
I bambini, forse, considereranno un vezzo linguistico arcaico la parola "meritocrazia".
Voce in fondo alla sala: "Ma perchè, giusto il primo dell'anno devi scartavetrare con questi argomenti? Non ce la fai a dire solo Buon anno everybody?"
(Sì, la mia mente è popolata da strani personaggi, minchiate volanti e scimmie ululanti, questi dialoghi con me stessa sono all'ordine del giorno.)
In realtà potrei, ma siccome lo dicono tutti, e io mi dico sempre (ma cosa c'è da augurare che il presente, il passato e il futuro sono a tinte fosche?)
Dunque, realtà nera, niente auguri e giorni a venire poco rosei.
E allora che si fa, si aspetta Godot?
Giammai.
Ci si rimbocca le maniche, come ogni anno.
E vi auguro di avere la forza per farlo.
Vi auguro di avere la pazienza di sopportare il vostro odioso vicino di scrivania che ha il simpatico vizio di frugare tra le vostre cose.
Vi auguro di avere la tenacia per portare avanti i vostri progetti e quel pizzico di fortuna/Provvidenza/destino che è necessario per compiere qualsiasi impresa.
Vi auguro di riuscire a contare fino a 10 prima di insultare la persona che avete davanti. Se dopo 10 l'insulto permane e anzi, monta come il mare in tempesta, sfogatevi pure, evidentemente gli improperi sono meritati.
Vi auguro di non essere mai soli, perchè le difficoltà affrontate in due, tre, quattro (e magari davanti a qualcosa di alcolico), fanno meno paura.
Vi auguro di non essere creduli e di valutare bene cose/occasioni/persone/situazioni che vi si parano davanti.
Vi auguro di avere necessità, perchè la necessità è madre dell'inventiva e in questo secolo forse ci siamo dimenticati che cosa vuol dire "aguzzare l'ingegno".
Vi auguro di avere la televisione guasta così da farvi venire la curiosità di aprire quello strano aggeggio fatto di pagine che puntella la poltrona della zia Ermelinda. Ah, si chiama libro.
 Vi auguro di ridere, anche senza un motivo, di quel riso che vi fa uscire le lacrime, che vi fa far male la pancia.
Vi auguro di avere compassione. Ma non la compassione becera e gretta, non la pietà. Vi auguro la compassione latina, il cum-patos, il sentire insieme, il soffrire insieme.
Vi auguro di accarezzare un randagio e di innamorarvene e poi portarlo a casa con voi.
Vi auguro di avere coraggio, che di questi tempi è cosa rara. Coraggio per le vostre scelte, coraggio per la vostra vita.
Vi auguro di avere idee, tante idee, folli idee, meravigliose idee.
Ah, e vi auguro la salute. Che senza salute potete avere tutta la tenacia, pazienza, speranza, armonia, idee del mondo, ma poco ci potete fare. 
Il resto...il resto è tutto contorno.
Non vi auguro di realizzare i vostri sogni, di "fare della vostra vita un capolavoro", non vi auguro meraviglie.
Solo tanta di quella realtà da ubriacarvi, lasciarvi storditi e poi, finalmente, con gli occhi aperti.
E se a quel punto riuscite, mattoncino dopo mattoncino, a percorrere la vostra personalissima via di mattoni gialli e arrivare alla Città di Smeraldo prima della fine del mondo...Complimenti, avete vinto alla lotteria della vita!
Buon anno.
Valentina

7 commenti:

Grazia ha detto...

Gli auguri più belli che ho letto finora. :)

Narcysa ha detto...

Grazie :)

Perline e bottoni ha detto...

Brava, mai essere buonisti. Condivido tutto, ma aggiungerei anche che a volta non si deve porgere l'altra guancia, ma dare sonori ceffoni!

Roberta ha detto...

per essere bionda sei un po' troppo intelligente e saggia. :) brava narcy, sei davvero speciale. :)

Narcysa ha detto...

@Perline: Bè sì, un cazzotto ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno :)

@Rob: eh, anche le bionde hanno un cervello, infondo ;)

La Bohemien ha detto...

Cazzo...
Ehm....couf couf....mi ricompongo...
PER DINCI!! Vale questo post è un trip assurdo, tipo il finale di trainspotting ma con voce femminile, veramente lo leggevo nella mia testa come la voce fuoricampo del finale di un film. Un post bellissimo, perfetto, condivido tutto quello che pensi e lo auguro anche a te. E ti auguro anche di avere la forza quando arriverà il momento di saper scegliere cosa è più importante per te(lavorativamente parlando), ti auguro quando toccherà a te (perché credici, io ci credo, toccherà anche a te!) di avere il coraggio di rischiare e buttarti in un nuovo percorso, che non sarà facile, ma che potrà darti delle meravigliose soddisfazioni
Non spunta ma sai cos'è <3
Ti bacio sorella :*

Narcysa ha detto...

Grazie sorella <3