domenica 4 luglio 2010

Di chiavi, borsette e spilline

L'ondata di caldo asfissiante che sta attanagliando la penisola ha, momentaneamente, risparmiato questo angolo di profondo Sud regalandoci una leggera brezza e un bel sole.
L'estate ci viene incontro prepotentemente e rinfrescarsi al bar è una cosa sacrosanta e giusta.
L'altro giorno - per la cronaca, ultimo di pratica - io, il dott. Calì, la collaboratrice Gled (riesce a trovare delle candele che miracolosamente profumano quando sono accese), il notaio ed un cliente ci dirigiamo appunto al bar. Caffè per tutti eccetto me che ordino crema di caffè.
Per chi non lo sapesse trattasi di bevanda cremosa al sapore di caffè che viene servita in piccole tazzine trasparenti, piattino e cucchiaino.
Una sorta di Coppa del Nonno senza gelato.
Io comicio piano a saggiarne la morbida consistenza con delicate cucchiaiate.
Una, due, tre.
Noto che gli altri hanno finito i loro caffè.
Il dott. Calì già comincia a incamminarsi verso lo studio seguito dal notaio e dal cliente, io ho ancora mezza tazzina che mi scruta meditabonda.
La guardo, guardo la Collaboratrice Gled di fronte a me che, con piglio militaresco degno della migliore Collaboratrice in Capo - che se sgarri ti legna e dopo questa citazione la prossima volta che mi vedrà mi legnerà di brutto (paece Cetty, peace!) - mi dice con un tono che non ammette repliche: "Bevitelo!"
Io mi sono limitata a posare immantinente il cucchiaino e tracannare come vodka ciò che rimaneva dentro la tazzina e correre dietro il resto della carovana che già spariva in lontananza.
L'evento della scorsa settimana è però, ben più corposo: uno dei miei tre "mastri" mi ha consegnato le chiavi dell'ufficio.
Attenzione, non tutte però, solo quelle della porta d'ingresso. Le altre - due cancelli - non ce le aveva con sè ed infondo, lo studio è al pian terreno, posso anche agilmente scavalcare le siepi, i cactus e i balconi che lo circondano.
Poco male, euforica come solo il Puffo Quattrocchi strafatto di LsD può essere, dopo essermi
esibita in dei gorgheggi di meraviglia che mettono a dura prova l'altrui giudizio sulla mia intelligenza, mi fiondo nello studio dell'altro mastro, esibendo la chiave come un Cannavaro la coppa del mondo.
Lui alza un momento gli occhi dal suo computer, mi guarda con aria di compatimento e torna al suo lavoro.
Forse quest'ultima uscita non è stata una gran furbata...
Dopo aver ricevuto la chiave del potere mi sono assentata facendo un finesettimana lungo. Molto lungo.
In tale lasso di tempo nel quale non mi dovevo domandare se avessi le scarpe adatte a correre dietro al bus (altro sport caldamente praticato nella ridente cttà di Liotropoli), mi sono dedicata a dei lavori che mi aveva commissionato la P.i.C. e che io, vergognosamente, procrastinavo (per problemi tecnici) da diversi mesi.
Risolto qualsivoglia intoppo di natura pratica ho immantinente lavorato per il Chepo e quindi:


Borsetta da sera a spalla in tessuto operato tono su tono con applicazione di fiori in passamaneria e tulle


Mi sono letteralmente innamorata di quel tessuto e delle sue onde intessute


La fodera interna è il raso verde smeraldo


Accanto a questa creazione la P.i.C mi ha chiesto una spillina versatile


Una piccola rosa di passamaneria e tulle color panna. Estiva e adattabile a tutto.

3 commenti:

Pille ha detto...

Una collezione di prodotti raffinati davvero!
Complimenti!
Saluti da una Estone che vive in Italia

grazia1887 ha detto...

La borsa sembra carinissima!
A quando una foto integrale? :D

Narcysa ha detto...

Ti ringrazio, Grazia!!!
Purtroppo non sono un portento a fare le foto, però se ne vuoi vedere altre (e magari ne esce fuori la borsa per intero tipo puzzle ;) puoi vedere sul mio profilo di Fb!! :)